Storia

LE ORIGINI DELLA COSTITUZIONE

Dallo Statuto Albertino alla Costituzione
Il 4 marzo 1848 Carlo Alberto di Savoia emanò la prima forma di Costituzione italiana: lo Statuto Albertino, che in principio vigeva solo nel regno di Sardegna. Con l’unità d’Italia del 1861 lo Statuto venne applicato a tutto il Regno appena formato. La natura flessibile dello Statuto garantì, sino agli anni venti, un’evoluzione parlamentare del sistema politico senza rendere necessarie modifiche effettive al testo originale: gradualmente i Governi cessarono di dipendere dalla fiducia del Re, mentre divenne necessaria quella del Parlamento.
L’evoluzione parlamentarista dello Statuto cessò con l’avvento della dittatura fascista, quando la carta costituzionale venne stravolta più e più volte attraverso leggi ordinarie contrarie allo spirito dello Statuto stesso; degli esempi lampanti possono essere l’introduzione delle leggi razziali, la fine della libertà di espressione, l’istituzione di un Tribunale speciale per la difesa dello Stato.
Nel dopoguerra, a seguito della caduta del fascismo, il popolo italiano era d’accordo che, qualunque forma istituzionale fosse stata scelta per l’ordinamento italiano, lo Statuto sarebbe dovuto tassativamente essere sostituito. Venne subito stabilito che la forma istituzionale sarà scelta dal popolo a suffragio universale, esso dovrà anche eleggere un’Assemblea Costituente per deliberare la nuova Costituzione dello Stato. Il 2 giugno 1946 avvenne effettivamente il referendum che portò alla nascita della Repubblica Italiana.
L’Assemblea Costituente eletta era formata prevalentemente dai rappresentanti dei 3 partiti politici con più consensi, ovvero la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista di Unità Proletaria e il Partito Comunista.
Come primo atto, la Costituzione si riunì per l’elezione del Capo provvisorio dello Stato e la scelta ricadde su Enrico De Nicola. L’Assemblea aveva innanzitutto il compito di redigere la nuova costituzione. Essa, però, aveva anche altri tre compiti: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali. Le funzioni legislative erano formalmente assegnate al Governo, ma in virtù delle tradizioni parlamentari prefasciste questo rimise spesso i provvedimenti legislativi più importanti all’Assemblea Costituente.
Il testo finale della Costituzione della Repubblica Italiana fu definitivamente approvato il 22 dicembre 1947 ed entrato in vigore il 1º gennaio 1948.

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